Roswell 1947 l’anno del contatto

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Francesco Gnutti Autore si rimette al lavoro rielaborando il proprio lavoro, Roswell punto di contatto. Per quanti commenti di complimenti, per l’autore è la prova di un fallimento che, come esordiente non è riuscito a produrre un lavoro perfetto o comunque identificabile come una opera degna di essere letta. Causa anche della mancanza di materiali per il controllo e la lavorazione editoriale che sgrana un determinato tipo di contenuti e raffina un lavoro che, se fatto come si deve da risultati ottimali attirando malevole persone pronte a criticare senza accertarsi delle motivazioni in quanto non ha nulla di meglio da fare che criticare chi ha le competenze di fare un qualcosa imperfetto per la mancanza non di capacità ma di materiali per lavorare al meglio.

Ora Francesco Gnutti Autore non ha solo capacità, competenze ma anche immateriali per offrire il meglio e per pensare di riuscire ad ottenere risultati economici e statistici per un lavoro che rappresenta la sua vita.

In vista della uscita del nuovo lavoro rivisto offro in questo Blog l’anteprima del romanzo rivisto, corretto e revisionato che porterà il nome di Roswell 1947 l’anno del contatto. Buona lettura con Gnutti Francesco Autore.

La verità può essere cosi spaventosa e disastrosa per chi non riesce a gestirla in modo adeguato e questa può essere la ricetta di quello che oggi conosciamo come un complotto al silenzio velenifero che, purtroppo ha visto troppo sangue innocente versarsi per delle affermazioni che, oggi sappiamo corrispondono alla realtà. Per la legge della causa e effetto, l’inizio reale che decretò la fine del silenzio mediatico e l’inizia di una serie di eventi prossima a mostrare la realtà per come oggi la conosciamo, avviene proprio a Roswell anche se, a livello mediatico si parla del incidente di un ufo ma in realtà si potrebbe parlare di due o più velivoli.

Roswell, lo schianto alieno, la probabile o improbabile autopsia, tanto discussa, tanto negata, prove che spariscono e appaiono, personaggi pragmatici di dubbia esistenza. Una storia malgrado la sua venerabile età equivalente a sessantanni, appassiona ancora una volta rimarcando sempre una verità ben diversa da quella che noi conosciamo, da quella che i media hanno voluto farci credere.

Roswell 1947 l’anno del contatto

Roswell.

La cittadina del New Messico, Roswell risulta essere un intricato Puzzle che ancora oggi sa nascondere i propri segreti.  Ogni particolare sembra cambiare in base alle persone e ai suoi racconti, sparizioni improvvise di potenziali testimoni e ritrattamenti di testimoni comprovati. In base a questi punti dobbiamo delineare una realtà in base a fatti concreti cercando di capire di cosa parliamo quando ci riferiamo all’incidente dello schianto di Roswell in New Messico. Come tutte le storie e i racconti anche la nostra piccola inchiesta ha un inizio e si colloca nella piccola cittadina del New Messico chiamata Roswell capo luogo della contea di Chaves 300 km a sud- est di Albuquerque, identificata come la quinta città più grande del New Messico.

Tutto inizia con un primo personaggio, più che credibile anche se discusso e criticato, le sue affermazioni non solo hanno dato il via a una sigla, UFO – piatti volanti non identificati, che durante il corso degli anni si è vista mutare in oggetti volanti non identificati, ma grazie alla sua testimonianza e alla sua riproduzione grafica di ciò che ha visto è divenuto un personaggio chiave della corsa alla ricerca di entità Extraterrestri, ovvero non appartenenti al mondo terrestre.

Arnold ricopriva il ruolo di Pilota, il 24 Giugno del 1947, sorvolando la zona dei monti Rainier fui testimone di 9 oggetti discoidali i quali, in base alle dichiarazioni del pilota, sfrecciavano a una velocità approssimativa di 2000 KM/H, concluso il suo volo e atterrando senza problemi, decise di parlare poi con la stampa, in quanto era troppo incredibile ciò che aveva visto per tacere.

Dobbiamo dire che, dal 1942 al 1945, l’Inghilterra in segreto cominciò a lavorare su progetti segreti di aerei basati alla velocità supersonica di circa 1500 Km H, la barriera del suono venne sconfitta solo nel 1947, la velocità rappresentata con tanta sicurezza da Kennet poteva corrispondersi solo al Concorde capace di superare i 2000 km H, il problema stava nel fatto che, il Concorde non era ancora una realtà e i tentativi di studiare aerei supersonici corrispondono a date e luoghi estranei al Pilota. Quindi cosa vide Arnold?

Grazie alle sue precise descrizioni dettagliate in ogni minimo particolare i giornalisti dell’epoca coniarono il termine Fly Saucer, ovvero dischi volanti. Ricordiamoci che ci troviamo nel 1947, la guerra era finita da circa due anni, l’incubo nazista ancora incuteva paura, come per altro la pazzia di Hitler apparentemente appassionato di tutto ciò che poteva legarsi con il mistero, tenebre e l’occulto, categorie nelle quali gli Ufo ricoprivano il primo posto. Il periodo corrispondeva a una  civiltà, la quale cominciava a sfruttare una tecnologia citata solo nei testi di fantascienza già famosi da inizio secolo.

La ripercussione di quello che fu dichiarato da Arnold, le prove e comunque tutti i casi precedenti collegabili al mondo ufo come la famosa sparizione della squadriglia 19 diedero inizio a una isteria di massa e un fenomeno di testimonianze e avvistamenti che formavano e formano tutt’ora un buon materiale per capire quella verità che, ai giorni nostri è una realtà indiscutibile. Differentemente da come si possa pensare, l’incidente più famoso della storia non si svolse in una sola notte, lo schianto di Roswell si consumò in un arco di circa due o tre notti, più precisamente il 2, il 3 e il 4 di Luglio. 

Due di Luglio.

Marito e moglie, quella sera del 2 di luglio stavano prendendo un po di aria fresca, erano circa le dieci di sera quando all’improvviso scorgono nel’oscurità un oggetto a forma di due piatti rovesciati sfrecciare nel cielo notturno in direzione Sud-Est con una diffusione di luce dal interno. La direzione nella quale questa cosa si dirigeva sembrava puntare verso la città di Corona. Solo qualche giorno dopo gli esponenti dell’ Aeronautica militare dichiarava di aver trovato dei resti di una collisione di un probabile schianto UFO seminando i resti per tutta Roswell proseguendo in direzione Corona, direzione coerente con l’avvistamento dei due coniugi.

Due coniugi alle 22:00 ora locale, affermano di aver visto questo oggetto, ovvero quello che sarebbe stato poi ritrovato, conferendo autorevolezza alla testimonianza di Arnold, dei due coniugi precedenti e di tutte le prove che, di li a poco tempo avrebbero segnato la storia più misteriosa mai scritta la quale, ancora oggi fa molto parlare di se. 

William Mac Brazel, ovicoltore.

In un periodo che  si svolge fra il 2 e il 3 di Luglio, in quella che è identificata come notte tempestosa qualcosa di non definibile precipita nei  pascoli di un agricoltore locale, tale William Mac Brazel, ovicoltore. La sua Natura ambigua e anomala senza una apparente spiegazione razionale preoccupa molto l’agricoltore, probabilmente influenzato dai racconti di fantascienza e dalle voci circolanti su intelligenze Extraterrestri al punto da aspettare il mattino per poter visionare cosa effettivamente era caduto nella sua proprietà. Giunta la mattina seguente, si reca in loco e recupera quelli che vengono identificati come i rottami non appartenenti ad un veicolo convenzionale, civile o militare e non assomigliava a nessuna strumentazione militare come i palloni sonda che, in quel territorio, erano soliti cadere e farsi ritrovare.

La decisione del agricoltore segna l’inizio di un mistero che complica ogni tentativo di capire la verità su ciò che di li a poco avrebbe segnato l’intera civiltà umana. I rottami infatti furono depositato in un vecchio fienile, solo dopo tre giorni decide di rivolgersi alle autorità competenti per denunciare quello strano veicolo che sembrava non appartenere a questo mondo. La vicenda cominciò ad essere sviluppata grazie al quotidiano denominato Roswell Daily Record , primo a dare la fatidica notizia che consisteva nel ritrovamento di un  disco volante.

Il Daily Record non parla di incidente o schianto, bensì esprime chiaramente il concetto di cattura, come se la Raaf avesse abbattuto questo disco volante di sua esplicita volontà, questo particolare essenzialmente ci riporta alla mente non solo gli schianti antecedenti a Roswell, in seguito preso in esame, ma a tutte quelle testimonianze risalenti ai primi contatti con entità aliene riportandoci alla mente gli Ufo di Mussolini, Grazie al contributo ufologico di Pinotti ora confermato come evento realmente accaduto.

Nella seconda parte della notizia si va ad analizzare la regione di Roswell, apparentemente riferita a Corona corrispondente alla direzione corrispondente a Sud-Est vista nelle prime testimonianze prese in esame. La trascrizione fedele di come venne esposto l’intero articolo è così documentato:

“Il 2 luglio, Mentre suo figlio Vernon, (riferendosi al figlio del Agricoltore),  era impegnato a pascolare il cavallo di proprietà a circa 12 km di distanza dal suo Ranch vide ciò che piu si avvicinava a un disco volante, o almeno i suoi resti. La scena che si presentò al ragazzo appariva come la zona di uno schianto al suolo. Ovunque vi si trovavano detriti per tutto il perimetro della zona dello schianto, per la gente di Roswell non è insolito il ritrovamento di palloni sonda o palloni meteorologici, con molta probabilità questo definì la decisione di MC Brazel a non dare molta importanza a quello che poteva essere uno dei tanti mezzi militari per controllo meteorologico oppure a fini militari. La curiosità prese il sopravvento, pensando anche si parlasse di materiale militare decidendosi così di controllare di persona.

Quattro di luglio, MC Brazel ritorna sul luogo dell’impatto  per cercare di capire, insieme al secondo figlio quattordicenne di ispezionare il territorio e valutare così la reale consistenza di quei relitti.” 

Brazel decide di recarsi a  Corona, per parlare con le forze dell´ordine, mostrando allo sceriffo, ruolo ricoperto da George Wilcox, il materiale rinvenuto, probabilmente la situazione apparve seria allo sceriffo che chiese di essere accompagnato per valutare di persona non solo di cosa stavano parlando ma quanto seria poteva essere la situazione, reduci ancora da una guerra fredda che si sarebbe spenta solo dieci anni dopo circa. L’esito di questa esplorazione risultò inequivocabile, qualsiasi cosa fosse non apparteneva al uomo e non poteva avere basi di costruzione sul pianeta terra proprio per la particolarità di quei detriti considerati resti di una navetta aliena.

Wilcox si fece accompagnare probabilmente da un militare come scritto nei rapporti, il suo abbigliamento formale dava a pensare a un agente governativo o un rappresentante militare di qualche tipo,  con molta probabilità la sua figura ispirò quella che oggi conosciamo come leggenda dei Man In Black. Solo grazie a Wilcox entrò in scena Jesse A. Marcel, un ufficiale della RAAF (Ro-swell Army Air Force).   Insieme al collega ufficiale Sheridan Cavitt, l’ufficiale Marcel si recò prima dallo sceriffo da cui apprese le testimonianze pervenute e in seguito per poi visitare di persona il luogo del crash per vedere quanto ci fosse di vero in quelle storie. Questo è un dettaglio essenziale, visto e considerato che lo stesso giorno alle ore 16:00 esatte, Lydia Sleppy, alla KSWS (una radio di Roswell), iniziò a diffondere la notizia che i resti di un oggetto non identificato era-no stati ritrovati vicino la fattoria dei Foster.

 La trasmissione fu bruscamente interrotta dall’intervento della FBI con l’accusa di divulgare notizie false o provocanti problemi alla sicurezza nazionale. Tutto ciò che fu trovato venne portato alla base dell’aviazione militare vicino Roswell da Marcel e Cavitt, e in seguito furono esaminati dal Colonello Blanchard, che in seguito ordinò al tenente Walter Haut di organizzare un incontro con la stampa e di dichiarare che l’esercito aveva ritrovato i resti di un oggetto volante non identificato che si era schiantato al suolo in circostanze misteriose.  Fu informato anche il Generale Clemence Mc Mullen, che nello stesso giorno (qualche ora dopo la conferenza stampa), comunicò al Generale Roger Ramey (della vicina base di Fort Worth) di organizzare un’altro incontro con i giornalisti e di coprire la storia dell’oggetto volante dichiarando che in realtà si trattava di un pallone sonda di alta quota. Questo non fu solo il primo passo per coprire quello che realmente era accaduto, ne segui una campagna di terrore con minacce di morte dirette alla decina di testimoni che avrebbero visto o assistito allo schianto.

I militari sapevano che prima o poi la verità sarebbe saltata fuori, l’ufo fu visto da più persone, corpi di quelli identificati come alieni furono visti, dovevano solo prendere tempo e il modo migliore era minacciare la popolazione toccando addirittura i propri figli di morte e forti ripercussioni. Ci chiediamo quindi cosa spaventò così tanto i militari da procedere in quella direzione, la risposta si concretizzava grazie a del materiale con strane scritte in una lingua sconosciuta resistente a ogni tentativo di distruzione o manomissione. Alcuni di questi reperti furono spediti prontamente a  Washington, e qui spiegherebbe che, se addirittura la casa bianca e il pentagono si mostravano interessati voleva dire che quella poteva non essere roba loro.  

La seconda conferenza stampa tenuta dal Generale Ramey ebbe luogo nello stesso pomeriggio il quale dichiarò, come riferito dal Generale Mc Mullen si trattasse di un pallone spia mostrando chiare immagini. In base ad una profonda analisi quelle immagini non avevano nulla a che fare con ciò che si era schiantato sul territorio Messicano e tutti coloro che avevano assistito e avevano le prove oltre che rimanere sorpresi da quella fasulla conferenza stampa si ritrovarono sotto controllo dai tutori della legge e dalle forze militari per evitare probabili fughe di notizie, evitando ai curiosi di avvicinarsi troppo alla zona del impatto.

Questo ci porta a un dubbio, il tentativo è di coprire lo schianto di un ufo oppure lo schianto di una squadra di ufo che, se ritrovati potrebbero dare una risposta lampante a tutta questa misteriosa faccenda. Fu a questo punto che ad un miglio o due dall’area vera e propria fu ritrovato il corpo centrale dell’Ufo e ancora un paio di miglia distante da esso, i famosi corpi umanoidi. I militari presero in consegna William Brazel per circa una settimana, quando fu rilasciato negò tutto quanto da lui affermato i giorni prima, dichiarando di aver preso un grosso granchio.

 Cosa accadde in quei tre giorni prima che il proprietario terriero denunciasse il ritrovamento non si sa di preciso, il perché decise di ritrattare anche questo rimane un segreto, come rimane segreto lo spudorato tentativo di insabbiare una notizia che non aveva solo testimoni oculari ma anche prove tangibili, Brazel può aver nascosto qualcosa o qualcuno in quei tre giorni di attesa prima di rivolgersi allo sceriffo e forse per questo venne tenuto prigioniero e interrogato.

L’unica cosa certa consiste nel fatto che, quando lo sceriffo della contea giunse per ispezionare quegli strani reperti capì subito che si trattava di materiale governativo e quindi decise di chiamare il dipartimento della difesa. Logicamente i nomi vengono alterati forse per la forte instabilità delle prove e dalle forti pressioni governative che rendono tutta questa storia difficile da interpretare come si deve. Il figlio dell’allevatore, racconta la sua versione dei fatti che riguarda il due di Giugno e offre una versione dettagliata di quello che può essere realmente successo.

Nel suo racconto dichiara che suo padre era all’interno della fattoria con gli altri figli quando all’improvviso si udì un forte boato simile al suono emesso da un fulmine. Insieme al rumore ci fu una tre-menda esplosione e forti bagliori di luce nel cielo.  Ovviamente tutte le informazioni risultano discordanti ma comunque sempre con un unico filo conduttore, la tempesta di fulmini che colpì Roswell ed il ritrovamento di strani detriti.  Le affermazioni che poi nacquero da quella vicenda sono le seguenti: 

“Le informazioni sono un po’ confuse in quanto non e’ accertato che il terreno fosse bruciato a seguito dell’esplosione o meno. Altre incongruenze si hanno da alcune a dir poco contorte dichiarazioni dei figli che in un primo momento confermarono la storia e in un secondo dichiararono che il loro papà viveva da solo nella fattoria Foster. Altro racconto e’ che la se-ra del 2 Giugno ci fu una terribile tempesta e che W. Blazer scoprì il campo con i resti soltanto il giorno dopo, ritornando alla fattoria soltanto il giorno dopo, ritornando alla fattoria dopo una visita a Corona. Con se c’era anche la figlia.  Un’altra versione infatti viene da Bessie, la figlia di William, che dichiarò di essere stata presente alla raccolta dei resti descrivendoli simili a delle spesse lamine di alluminio frammentate in tante piccole parti. Alcune di queste avevano delle specie di lettere e numeri incisi su di esse.

Mettendoli alla luce ci si accorse che le iscrizioni sembravano fatti con pastelli o qualcosa di simile, ma il tentativo di William di rimuovere una delle scritte rivelò che era del tutto impossibile farlo. Su altre lamine c’erano dei disegni a raffigurazioni floreali composte da simboli apparentemente simili a quelli giapponesi e cinesi.” Le iscrizioni studiate e codificate davano come risultato un tipo di linguaggio non umano, sembra infatti che possano appartenere alla popolazione dei Siriani, oppure proveniente dalle Pleiadi. Nessuno ha mai confermato o smentito nulla, una cosa certa è che quella scrittura non sembra appartenere a nessuna età, era o collocazione storica o geologica del pianeta terra.

Ad un certo punto della storia fa la sua comparsa un’altro testimone importante, Loretta Proctor, amica di famiglia di Brazer che ai giornali ha rilasciato questa intervista: 

Al mio modo di pensare, se esistiamo noi come esseri umani, perché non può esserci vita nello spazio profondo? Io non ricordo esattamente che giorno fosse ma era poco prima del quattro luglio e Mac Brazel è venuto a casa nostra e aveva un piccolo frammento di questo materiale che subito ci ha mostrato. Voleva farci vedere ciò che aveva trovato. E’ stato solo dopo la guerra non servivano mezzi di trasporto sofisticati. Non ci siamo recati direttamente sul luogo dello schianto, ma la nostra opinione, come poi “Gli abbiamo detto, è che era forse poteva essere un UFO, noi gli consigliammo di vendere la notizia ai giornali locali con la sicurezza di un buon ritorno economico.

Un’altro presunto testimone coinvolto con il ritrovamento dei resti e’ l’allora giovane Timothy D. Proctor (figlio degli amici di William Brazel), la madre Loretta affermò che suo figlio era presente ma che era ancora troppo piccolo per ricordare e capire cosa stesse succedendo. In seguito Loretta e suo marito Floyd parlarono con Brazel di questi ritrova-menti ed il signor Floyd dichiarò che l’amico raccontava dei resti come qualcosa di molto strano. I disegni ritrovati su alcuni di essi ricordavano alcune iconografie giapponesi o cinesi e che il metallo di cui erano composti era veramente diverso da qualsiasi altro che conosceva.

Loretta e Floyd videro alcuni di questi reperti che gli furono mostrati direttamente da William, la donna disse che effettivamente erano decisamente particolari. Insieme provarono a perforare le basi con dei coltelli e ad inciderli o cercare di romperli ma tutti gli esiti furono negativi.Ad un certo punto della storia, per motivi ancora non ben noti, tutto cadde nel silenzio, l’ufo ben presto divenne una sorta di trappola per turisti, ispirazione per molte serie televisive e film a puntate, la gente aveva dimenticato ciò che realmente era accaduto a Roswell e come il governo si era inconsapevolmente smascherato dimostrando che stava realmente nascondendo qualcosa di molto grosso.

Ciò non significa che la storia sarebbe finita così. Fu così che in rete qualche hanno fa ha cominciato a circolare una lettera di un membro dell’ esercito che afferma non di aver eseguito una autopsia ma di aver interrogato una forma di vita aliena. In rete durante le mie ricerche ho trovato questa lettera che sembra uscire dal film i confini della realtà, la differenza consiste nel fatto che è una prova reale di una persona realmente esistita, non si sa perché di queste affermazioni, sappiamo che grazie al’ enorme avanzamento tecnologico avvenuto come uno scoppio improvviso questa sembra essere una versione più che plausibile.     

In attesa di concludere la lavorazione ricordo che formerà il secondo volume della collana Ai confini della leggenda. Grazie a tutti.

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